Per raccontare Roma in agosto mi viene in mente, tra tanti, un film di uno dei nostri attori simbolo, Carlo Verdone, che vi ambientava il suo felicissimo esordio intitolato “Un sacco bello”. Ecco: a Roma in agosto, come suggeriva in chiave comica quel film, può succedere di tutto. Perché cambiano i suoni, cambia la luce, cambiano le atmosfere, e di colpo, come per miracolo, questa città che è da sempre patrimonio del mondo intero diventa solo nostra. Di ognuno di noi. Infatti, impercettibilmente, mentre si svuota dei suoi abituali residenti, al culmine dell’estate il suo ritmo da frenetico e sotterraneamente diffuso si fa molto più personale e intimo, guidandoci ad un differente modo di scoprirne la millenaria bellezza. Voi che avete scelto agosto per venire a visitare Roma preparatevi dunque a godere di un tempo più rilassato e lento per vederla, e, soprattutto, alla bellissima sorpresa dello spazio. Come si spogliasse, infatti, la città in agosto si libera di tante cose spesso inutili e ci permette di osservarla in modo più limpido, fino in fondo. Non a caso è questo il mese dell’anno in cui Roma somiglia di più ad un museo a cielo aperto, e attraversando i suoi quartieri più centrali basta alzare gli occhi, magari sovrappensiero, per restare sbalorditi dalla visione di uno qualsiasi delle centinaia di grandi e piccoli tasselli che compongono il suo eccezionale puzzle. Questa volta, insomma, non ho consigli particolari da dare ai fortunati visitatori di Roma, se non quello di non scegliere un percorso di visite troppo fitto e rigido ma di provare a perdersi per le nostre strade giocando a farsi sorprendere dalla città, disponibili a seguire solo dal proprio senso estetico e la sollecitazione del momento.

Grazie per aver scelto ancora una volta Roma e felice permanenza a tutti.

Giuseppe Roscioli

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