02/05/23

Teatro Palladium

Prima esecuzione assoluta

Storia di Martin W. che sapeva contare le stelle – Atto unico in sei quadri

Commissione Fondazione Flavio Vespasiano
libretto di Guido Barbieri
musica di Fabrizio De Rossi Re

Con Vinicio Marchioni e Andrea Hegedus

Modern Ensemble
Evo Ensemble
Gabriele Bonolis
direttore
Cesare Scarton
regia
Flaviano Pizzardi
motion graphics
Andrea Tocchio impianto scenico e luci
Giuseppe Bellini costumi
Silvia Alù
assistente alla regia

C’è Tony, cieco dalla nascita, che suona ventitré strumenti diversi e sa a memoria ottomila canzoni. E poi c’è Stephen che da quando ha cinque anni sa disegnare alla perfezione decine di edifici visti una sola volta per pochi secondi. E ancora George che è capace di dire, senza sbagliare mai, a quale giorno della settimana corrisponde una data qualsiasi compresa tra il 1850 e il 2050. Oppure Jessy che sa a memoria i nomi e le coordinate celesti di migliaia di stelle, Shikoyro che disegna solo insetti, ma con la precisione di una macchina fotografica, o infine Birger che fino a diciott’anni non ha pronunciato una sola parola, ma che scrive racconti straordinariamente profondi e visionari. E insieme a loro una moltitudine di donne, uomini, bambini proprietari di talenti e capacità che Oliver Sacks ha definito prodigi. Ma Tony, Stephen, George, Jessy, Shikoyro, Birger hanno qualcos’altro in comune oltre alla loro abilità: sono persone colpite da quelle che la scienza medica definisce – in modo asettico ed oggettivo – “disturbo dello spettro autistico”. Una patologia che ha fatto delle loro vite, vite diverse da quelle degli altri.

Il programma potrebbe subire variazioni

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