Il Maggetto non è altro che il primo giorno del mese festeggiato in compagnia e con una gita fuori porta, accompagnata da un pranzo al sacco.

I piatti che la tradizione favorisce per l’occasione sono semplici e freschi, non elaborati, ancora oggi a base di pecorino e fave, rigorosamente di origine romana e laziale.

Entrambi i prodotti sono largamente consumati sin dall’antichità, freschi e cotti. Le fave erano predilette dalle classi medio-basse, essendo un legume ricco di proteine, fibre, sali e vitamine. Inserendosi in una lunghissima tradizione gastronomica, tipicamente romana, le fave trovano ideale completamento nel pecorino.

Le fonti fanno risalire la presenza di questo formaggio nella vita quotidiana delle popolazioni sabine ad almeno duemila anni fa. Considerato il giusto condimento durante i banchetti nei palazzi imperiali dell’Antica Roma, la sua capacità di lunga conservazione ne faceva un alimento base durante i viaggi delle legioni romane, come integrazione alpane e alla zuppa di farro, facilmente digeribile. L’attuale area di produzione del Pecorino Romano comprende il Lazio (esclusa Rieti), la Toscana (Grosseto) e, soprattutto, la Sardegna, che ospita il 90% dei caseifici concentrati prevalentemente nella provincia di Nuoro. Rivelati i segreti dei principali alimenti di questo gustoso pranzo al sacco per il Maggetto romano, non bisogna dimenticare di accompagnare il pasto a base di pecorino con la “lacrima” e fave fresche e tenere, con pancetta, pane casereccio e buon vino rosso.

Michol D’Antoni

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