da 18/12/21 a 05/01/22

ART G.A.P.

Mostra di Lauro Papale

a cura di Federica Fabrizi
testi di Federica Fabrizi e Giuseppe Lorin

Le opere di Lauro Papale sono il frutto di un rapporto diretto e connaturato con la materia a cui instilla, con maestria certosina e padronanza tecnica, energia pulsante. Ricerca, esplorazione, geometria e sperimentazione caratterizzano le creazioni artistiche di Papale. Il valore del segno, il senso del materico e gli accostamenti cromatici, ora delicati ora stridenti, che definiscono le forme sono le componenti principali dei suoi lavori, frutto di un’operazione lucidamente controllata e complessa. Lauro Papale costruisce un alfabeto visivo declinando un elemento naturale, quale il seme dell’acero, a puro elemento geometrico: il nucleo viene trasformato in pentagono, in quanto, secondo l’artista, questa forma si adatta, all’aggregazione delle due ali. Proprio attraverso questo segno, che l’artista chiama pentagono alato, lascia una traccia di sé in cui esprime la sua sensibilità e originalità. Il segno di Papale non essendo un tratto astratto ma rappresentando una cosa reale si trasforma in simbolo artistico, da cui sono stati eliminati tutti gli elementi superflui. Possiamo parlare di un segno nuovo, come espressione della volontà di scoprire un nuovo codice di comunicazione. Papale crea il suo alfabeto basato su un unico segno che procede per ripetizione e addizione del medesimo segno. Nel tempo, il pentagono alato diviene nelle opere dell’artista un vero e proprio modulo che viene declinato in diverse forme artistiche quali la ceramica raku, la pittura e la scultura. Il linguaggio figurativo di Papale si basa sulla ricerca del colore e sulla ripetizione del segno-pentagono alato che dà vita a composizioni geometriche ai limiti del figurativo. Nelle sue opere si respira un’assolutezza arcaica, quasi fuori dal tempo e dalla storia. I vibranti contrasti cromatici sono determinati dalla tonalità dei colori primari a volte ridotti alla semplice contrapposizione del bianco e del nero. In altri termini, l’artista ha creato un alfabeto che è scaturito dalla sua esperienza, dal suo sentire, dalle sue emozioni, dai suoi interessi e quindi, si può affermare, il segno è spazio di libertà.

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